Marco Mancuso
L'Arte Audiovisiva, la capacità cioè di creare opere artistiche, narrative o astratte, mediante l'utilizzo del suono e delle immagini, ha subito nel corso degli ultimi anni una considerevole spinta innovativa: nell'ambito più ampio della così detta new media art, essa si è ormai ritagliata un ruolo polivalente, sicuramente più complesso e sfaccettato di quello che apparentemente la limita al contesto puramente performativo, cinematico o installativo. Prendendo linfa vitale dai progressi tecnologici compiuti nell'ambito di hardware e software open source (e non solo) per la gestione di flussi audiovisivi in tempo reale, l'Arte Audiovisiva contemporanea appare oggi come un territorio sul confine tra pura espressione artistica e creativa, sperimentazione e design. Una riflessione critica sull'utilizzo di software open source in questi contesti, sulle dinamiche di creatività condivisa in Rete, sui codici liberi e sul livello di condivisione e commistione sempre più ampio tra arte, design e hyper architecture consente di osservare come il concetto di spazio rifletta l'esistenza di un luogo/non-luogo fluido da esplorare, un elemento di progettazione, un universo materiale e immateriale con il quale confrontarsi per ridefinire i rapporto tra l'uomo moderno e i nuovi paesaggi multimediali che lo circondano.
Pier Luigi Capucci
La diffusione dell'Open Source ha aperto delle opportunità di scelta e di accesso alle informazioni e a nuovi strumenti, ha attivato nuove possibilità di comunicazione e di condivisione del sapere, ha esteso la consapevolezza dell'impiego cognitivo e operativo, sociale e politico, di questi strumenti. L'Open Source ha inoltre imposto una riflessione sul software in generale come strumento dotato, nella sua dimensione immateriale, di un valore reale, economico, che non può essere ignorato, pena l'emarginazione dalla società dell'informazione. Anche nell'arte, in vari settori e discipline, numerosi artisti hanno abbracciato la filosofia e la pratica dell'Open Source, realizzando lavori che espandono le potenzialità delle opere sia dal punto di vista delle poetiche sia in direzione di una maggiore flessibilità, condivisione, e dunque di una maggiore estensione, del discorso artistico.
Laura Colini
A causa del crollo delle difese contro la sovrabbondanza di informazioni, una riflessione su come si utilizzano, e su come ci comportiamo e interagiamo tramite le moderne tecnologie digitale, sta diventando un punto critico. Trend globali e un'economia simbolica, modellano la produzione e la distribuzione di una grande varietà di strumenti moderni che utilizzano modalità simili per comunicare attraverso testi, audio, video. Come risultato, la sindrome creativa di comunicazione digitale, tende a sedare la domanda su "come e perché" noi ci comportiamo l'uno con l'altro, rappresentiamo e modelliamo le nostre città e viviamo i nostri spazi attraverso i media digitali. Oltre tutte le molteplici definizioni di città, penso che le città stesse siano luoghi di pratiche spaziali collettive e processi discorsivi, procedure e protocolli codificati che portano a trasformazioni sociali, economiche, materiali e culturali. Lo scopo quindi di questo intervento è di allargare la riflessione sui processi di city-making, analizzando i benefici, i trabocchetti, le alternanze derivanti dalla combinazione tra pratiche spaziali e ICT. In particolare, i parametri adottati per discernere e categorizzare queste pratiche, sono la loro capacità di potenziare le comunità locali e di generare la partecipazione dei cittadini. L'intervento discuterà sulla varietà dei social media, i PPGIS, il video making partecipativo e le ultime risorse sul web, che verranno quindi analizzate in relazione alla loro capacità di stimolare direttamente o indirettamente i metodi di trasformazione sociale e politica del city making.
Umane Energie e Confinidigitali
Confini Digitali e Umane Energie, presentano al pubblico Beduino, un dispositivo elettronico open source ideato per lo sviluppo di installazioni artistiche interattive.Controller audio, per VJ, interfacciamento con sensori, controllo led e motori. Poco piu' grande di un pacchetto di sigarette, Beduino, basato sulla più conosciuta piattaforma hardware/software Arduino, è pensato per poter essere utilizzato senza scrivere una riga di codice e senza conoscenze approfondite di elettronica: uno strumento per tutti. Può essere usato per controller audio e video in tempo reale, strumenti midi, dance triggers, installazioni interattive, led, controlli motorizzati, controlli robotici e molto altro ancora.